giovedì 1 febbraio 2024

 



Manuale d’impermanenza fai da te

23/08/06


Rimanda alla volontà e al fortuito caso di un destino amico… ad uno slancio della vita verso la sua apparente vitalità…frasi impaginate o solo immaginate e, con dovizia rigorosa, annichilite … a cercar dardi appisolati nella stanca faretra del passato… tutto da affidarsi all’ottimismo dello sguardo… a una fiducia senza tregua… ad una proiezione un po’ sgranata della determinazione… procedimento scontato… comodo e opportuno a trovare nella rotta bisaccia della speranza imprigionata l’utile menzogna che tutto salva ed indennizza… c’è del buono in questa convenienza…anche l’illusione paga… (e poi non manca mai di presentarsi puntualmente ad una interessata rancorosa riscossione…) il buono… il luminoso… l’armonioso.. il fresco … il tiepido… l’azzurro e il roseo… e la bellezza… la dolcezza… l’amorevolezza… la fortuna… l’incantevole momento che a nessuno mai sarà negato… l’attimo di positività… l’istante magico e divino… l’opportunità…
Nelle scorrevoli porte degli infiniti mondi paralleli… in qualche sogno… nel dio junghiano o in qualche stella dedicata a te… nell’ambito di un pragmatismo mistico o in una matrix di possibilità…in un dato statistico di probabilità… in un qualche santuario intitolato alla madonna… magari nei tarocchi… tra i fiori di plastica o di stoffa di una cara tomba… nel mezzo di un solipsistico delirio…nell’indiscusso tetragramma… forse in dio o allah … dentro te stesso o nell’amore dei tuoi cari o in quello universale e cosmico … di là dai tuoi confini umani troppo umani… nella meditazione… in internet … nell’intimo d’una dimenticata essenza… negli frattalici anfratti della apparente assenza di pensiero … dentro al tuo cuore…magari nella milza… nel tormentato percorso della colpa… nella coscienza d’essere quello che si è (sgaiattolando tra vicoli e impervie vie di psicanalisi sociologia o matematica od economia)…in qualche buco nero… forse nel cazzo o in questo mio imbarazzo… forse al momento del risveglio…forse nell’ istante del passaggio tra luce e buio… amore e odio… saggezza ed idiozia… tra tempo e spazio… tra vita e morte forse… estasi e strazio… tra gemito di dolore o di piacere…

Quel che si deve o quello che si vuole… comunque sia quello che sarà… Non mai dismettere la lotta ed il vestito della festa e le tue scarpe nuove, la rabbia e il grido e la speranza… ché, se di nome fai Lazzaro e vivi nei pressi di Betania , tutto non è perduto ancora…(che cosa conta se chi resuscita alla vita somma a un altro refolo d’inutile esistenza il triste strazio di una morte rinnovata ?)

Una preghiera? Un brivido d’orrore? Fumo d’incenso ? Un mantra? Un’ara votiva? Un sacrificio ? Un’ abluzione dentro a un sacro fiume? Propiziatorio rito? Una ecumenica speranza? Una genuflessione od un inchino? Un qualche affidamento ad un qualche buon proponimento? Forse una rinuncia?

Per prendersi il dovuto… in/per/da/con quello che rimane al termine (del) pensiero….

Orizzonti striati da bellezza disumana… liquide spumeggianti volontà affidate ai languori della nostalgia… caduchi cieli rispecchiati nelle invisibili pozzanghere d’una memoria lacerata.

Salutarsi nei crocicchi delle imperturbabili abitudini …per noia o educazione o per affetto o per servile compiacere… forse per ritrovare solamente l’appassito ricordo dei propri 4 poveri elementi…

Si canta altrove della soave collinosa e tersa e impavida passione (frutto di un sano volitivo amor di sé…)
Ci si dà un senso , seppure provvisorio ed irrisorio…, un po’ per celia e un po’ per non morir…

Il testa_mento non ha e non dà disposizioni…morde dolcemente l‘inguine… l’ordine delle cose profuma d’entropia…pura energia in dissolvimento…. non interessa nessun pro-cedimento…non trova spazio nessun miglioramento… prosciugamento d’ogni possibile altro proseguimento… in assenza di forza non c’è moto… tempo assente prelude a vibrazione quantica … big-pluff …e gli occhi a rimirare…fossette delle guance in un sorriso…

Vivere d’intensità e pure non farsene mai compenetrare . (Fra tutti , il più intenso ed annientatore – per quanto qualche necrofago e qualche saprofita ne subisca famelica attrazione – tra gli odori , è quello delle vivemorte cose, - lievito di vita è la putrefazione?- )

Istruire una in-consapevole distrazione onde approdare ad una particella d’istruzione…

Delenda Carta_go … Vai verso strampalato inascoltato … Attendere … La pagina si sta caricando… Godot e Malone meurt … L’innominabile…

Farsi impassibile pietra di paragone che gutta escavat d’insensibile agonia…

per, Né col Mondo . Né spirito , né carne.

Tagliuzzare avidamente la parola per disperderne la presuntuosità del suo vago sapore di sapere.

Disfarsi dell’eccezione per disconoscere la regola.

Il programma non con_tiene, il programma è l’errore. Il caos è il termine. Il caso un anagramma rotolato .( S’inizia secco in un accenno di sorriso [ca] e poi s’affida ad una quasi meraviglia [so]… ) penetra senza lacerarne l’indimostrabile perversa inconsistenza…)

Arretra lentamente ed abbandona… Fiera ferita o preda cosa cambia?

Si cerca un’ altra opzione tra vivere o morire…

Ah!?! Tertium non datur?

E vabbè…

venerdì 25 gennaio 2019

Shuttle (Maggio/Giugno 2003)






Acido Dio junghiano
Tira il sasso mimetizza la memoria
Diavolo probabilmente rivelato
Per-i-patetici viandanti su spianate
Ariel prosperoso a volteggiar nella tempesta
Sopra intifada il triste canto fado
(Tremula voce d’Amalia dà malia)
Sharon versus shalom 
E lei fuma tronfia del suo sesso

lunedì 22 ottobre 2018

addiario 11/11/2003




Stupida di stupida ci-viltà che non sa dare parole alle parole... e cerca dentro sé il pretesto di una qualche virtù... di un vizio per darsi il giusto tormento... E nulla è dato... Nulla è dato... solo la pretenziosità dei principi impedisce la possibile con-vivenza di diversi... impastati la bocca con la verità...

Do di petto

aldamerini1

Di terra piatta
Nascosta tra le brume
Amo,
Sotto i visi,
I dolci colli
E pur vette minacciose
Che leniscono
Le noiose vite parallele
Fatte degli orizzonti a perdersi.

giovedì 18 ottobre 2018

11/11/2003


Immenso. Dove dire tutto quel che frulla in capo. E non aver nulla da dire. Ed appoggiarsi al nulla. Bisogna avere le cose per rifiutarle. Bisogna trovarlo il senso per poi smarrirlo. E ritrovarlo forse... tra gli anfratti dell'ovvio. E tutto è ovvio, tutto già detto, già scritto. La biblioteca di Babele è già quella di Alessandria.

ri-tratto di s’ignora (Ritratto di s'ignora)



Sei tu

Il mio Glenn a-dorato in arte di fuga


La mia notte con Maud


L’oblomoviano rimpianto


La mia morte a Venezia


Nella casa dell’impiccato


Il mio periodo rosa prima dell’in-cubo dimenticato

martedì 3 luglio 2018

t_Riti d'oggi (09/07/2009)



Risponde una poveretta di ragazzotta di padana alla domanda scema ( siamo su Rete4 e vabbè) di cosa occorra per essere nel novero delle candidate, di quali siano i giusti requisiti per ambire, quali siano le giuste qualità per arrivare a cotanta meta ( Miss Padania! che cosa si credeva? ) - Beh - risponde l’aspirante bella_e/ma_scema, dopo un breve elenco delle 3/4 ovvie cosine e giuste e via tritando – deve essere radicata nel territorio – Dice proprio così. Usa proprio quella fortunata formuletta che va tanto adesso