lunedì 22 ottobre 2018

addiario 11/11/2003




Stupida di stupida ci-viltà che non sa dare parole alle parole... e cerca dentro sé il pretesto di una qualche virtù... di un vizio per darsi il giusto tormento... E nulla è dato... Nulla è dato... solo la pretenziosità dei principi impedisce la possibile con-vivenza di diversi... impastati la bocca con la verità...

Do di petto

aldamerini1

Di terra piatta
Nascosta tra le brume
Amo,
Sotto i visi,
I dolci colli
E pur vette minacciose
Che leniscono
Le noiose vite parallele
Fatte degli orizzonti a perdersi.

giovedì 18 ottobre 2018

11/11/2003


Immenso. Dove dire tutto quel che frulla in capo. E non aver nulla da dire. Ed appoggiarsi al nulla. Bisogna avere le cose per rifiutarle. Bisogna trovarlo il senso per poi smarrirlo. E ritrovarlo forse... tra gli anfratti dell'ovvio. E tutto è ovvio, tutto già detto, già scritto. La biblioteca di Babele è già quella di Alessandria.

ri-tratto di s’ignora (Ritratto di s'ignora)



Sei tu

Il mio Glenn a-dorato in arte di fuga


La mia notte con Maud


L’oblomoviano rimpianto


La mia morte a Venezia


Nella casa dell’impiccato


Il mio periodo rosa prima dell’in-cubo dimenticato

martedì 3 luglio 2018

t_Riti d'oggi (09/07/2009)



Risponde una poveretta di ragazzotta di padana alla domanda scema ( siamo su Rete4 e vabbè) di cosa occorra per essere nel novero delle candidate, di quali siano i giusti requisiti per ambire, quali siano le giuste qualità per arrivare a cotanta meta ( Miss Padania! che cosa si credeva? ) - Beh - risponde l’aspirante bella_e/ma_scema, dopo un breve elenco delle 3/4 ovvie cosine e giuste e via tritando – deve essere radicata nel territorio – Dice proprio così. Usa proprio quella fortunata formuletta che va tanto adesso

post_datati

Dopo la ovvia cancellazione di tutti i blog Tiscali (è così che va, tutte le cose di questo mondo sono destinate ad essere spazzate via dal banale scorrere del tempo), pure il mio "addiario" se ne è sparito nel nulla, pluff, e tutte quelle cose, quelle frasi, quelle parole, quelle foto, tutta l'improntitudine, la patetica superbia di quegli attimi interiori gettati in pasto delle tre/quattro persone che avevano e/o avevano avuto la pazienza, la curiosità, il tempo da perdere o chissà cos'altro, di seguirlo e, qualche rarissima volta, di commentarlo, perfino, tutte quelle cose sono andate perdute come lacrime o sudore o piscia nella pioggia.
Per questo mi riprometto di riproporre, a mio uso et abuso, con tutte le ovvie velleità del caso, qui le cose salvate altrove. 
Semplicemente per ricordare a me stesso le improntitudini, la patetica superbia, le ingenuità, i limiti di un mio medio (inteso anche come dito alzato) passato di grafomane. 
Un copia-incolla appena mondato dagli sfondoni più grossolani e dalle evidenti castronerie. Comincerò naturalmente dalle cose più vecchie. Accompagnerò con date e forse con qualche postumo commento. Le foto (quando ci saranno) per forza saranno diverse, frutto delle mie odierne visioni. 
Nient'altro.
Mi ci metto.