Manuale d’impermanenza fai da
te
23/08/06
Rimanda alla volontà e al fortuito caso di
un destino amico… ad uno slancio della vita verso la sua apparente
vitalità…frasi impaginate o solo immaginate e, con dovizia rigorosa,
annichilite … a cercar dardi appisolati nella stanca faretra del passato… tutto
da affidarsi all’ottimismo dello sguardo… a una fiducia senza tregua… ad una
proiezione un po’ sgranata della determinazione… procedimento scontato… comodo
e opportuno a trovare nella rotta bisaccia della speranza imprigionata l’utile
menzogna che tutto salva ed indennizza… c’è del buono in questa
convenienza…anche l’illusione paga… (e poi non manca mai di presentarsi
puntualmente ad una interessata rancorosa riscossione…) il buono… il luminoso…
l’armonioso.. il fresco … il tiepido… l’azzurro e il roseo… e la bellezza… la
dolcezza… l’amorevolezza… la fortuna… l’incantevole momento che a nessuno mai
sarà negato… l’attimo di positività… l’istante magico e divino… l’opportunità…
Nelle scorrevoli porte degli infiniti mondi paralleli… in qualche sogno… nel
dio junghiano o in qualche stella dedicata a te… nell’ambito di un pragmatismo
mistico o in una matrix di possibilità…in un dato statistico di probabilità… in
un qualche santuario intitolato alla madonna… magari nei tarocchi… tra i fiori
di plastica o di stoffa di una cara tomba… nel mezzo di un solipsistico
delirio…nell’indiscusso tetragramma… forse in dio o allah … dentro te stesso o
nell’amore dei tuoi cari o in quello universale e cosmico … di là dai tuoi
confini umani troppo umani… nella meditazione… in internet … nell’intimo d’una
dimenticata essenza… negli frattalici anfratti della apparente assenza di
pensiero … dentro al tuo cuore…magari nella milza… nel tormentato percorso
della colpa… nella coscienza d’essere quello che si è (sgaiattolando tra vicoli
e impervie vie di psicanalisi sociologia o matematica od economia)…in qualche
buco nero… forse nel cazzo o in questo mio imbarazzo… forse al momento del
risveglio…forse nell’ istante del passaggio tra luce e buio… amore e odio…
saggezza ed idiozia… tra tempo e spazio… tra vita e morte forse… estasi e
strazio… tra gemito di dolore o di piacere…
Quel che si deve o quello che si vuole… comunque sia quello che sarà… Non mai
dismettere la lotta ed il vestito della festa e le tue scarpe nuove, la rabbia
e il grido e la speranza… ché, se di nome fai Lazzaro e vivi nei pressi di
Betania , tutto non è perduto ancora…(che cosa conta se chi resuscita alla vita
somma a un altro refolo d’inutile esistenza il triste strazio di una morte
rinnovata ?)
Una preghiera? Un brivido d’orrore? Fumo d’incenso ? Un mantra? Un’ara votiva?
Un sacrificio ? Un’ abluzione dentro a un sacro fiume? Propiziatorio rito? Una
ecumenica speranza? Una genuflessione od un inchino? Un qualche affidamento ad
un qualche buon proponimento? Forse una rinuncia?
Per prendersi il dovuto… in/per/da/con quello che rimane al termine (del)
pensiero….
Orizzonti striati da bellezza disumana… liquide spumeggianti volontà affidate
ai languori della nostalgia… caduchi cieli rispecchiati nelle invisibili
pozzanghere d’una memoria lacerata.
Salutarsi nei crocicchi delle imperturbabili abitudini …per noia o educazione o
per affetto o per servile compiacere… forse per ritrovare solamente l’appassito
ricordo dei propri 4 poveri elementi…
Si canta altrove della soave collinosa e tersa e impavida passione (frutto di
un sano volitivo amor di sé…)
Ci si dà un senso , seppure provvisorio ed irrisorio…, un po’ per celia e un
po’ per non morir…
Il testa_mento non ha e non dà disposizioni…morde dolcemente l‘inguine…
l’ordine delle cose profuma d’entropia…pura energia in dissolvimento…. non
interessa nessun pro-cedimento…non trova spazio nessun miglioramento…
prosciugamento d’ogni possibile altro proseguimento… in assenza di forza non
c’è moto… tempo assente prelude a vibrazione quantica … big-pluff …e gli occhi
a rimirare…fossette delle guance in un sorriso…
Vivere d’intensità e pure non farsene mai compenetrare . (Fra tutti , il più
intenso ed annientatore – per quanto qualche necrofago e qualche saprofita ne
subisca famelica attrazione – tra gli odori , è quello delle vivemorte cose, -
lievito di vita è la putrefazione?- )
Istruire una in-consapevole distrazione onde approdare ad una particella
d’istruzione…
Delenda Carta_go … Vai verso strampalato inascoltato … Attendere … La pagina si
sta caricando… Godot e Malone meurt … L’innominabile…
Farsi impassibile pietra di paragone che gutta escavat d’insensibile agonia…
Né per, Né col Mondo . Né spirito , né carne.
Tagliuzzare avidamente la parola per disperderne la presuntuosità del suo vago
sapore di sapere.
Disfarsi dell’eccezione per disconoscere la regola.
Il programma non con_tiene, il programma è l’errore. Il caos è il
termine. Il caso un anagramma rotolato .( S’inizia secco in un accenno di
sorriso [ca] e poi s’affida ad una quasi meraviglia [so]… )
penetra senza lacerarne l’indimostrabile perversa inconsistenza…)
Arretra lentamente ed abbandona… Fiera ferita o preda cosa cambia?
Si cerca un’ altra opzione tra vivere o morire…
Ah!?! Tertium non datur?
E vabbè…
