giovedì 18 ottobre 2018

ri-tratto di s’ignora (Ritratto di s'ignora)



Sei tu

Il mio Glenn a-dorato in arte di fuga


La mia notte con Maud


L’oblomoviano rimpianto


La mia morte a Venezia


Nella casa dell’impiccato


Il mio periodo rosa prima dell’in-cubo dimenticato



Tu sei odette io il cigno tradito


Sei la madeleine imbevuta di thè nel deserto


Sei l’Oklahoma della mia dispersione


Il termine saggio di breve notte al confino


Sei la mia porta chiusa


Sei l’Amarcord


Il folle grido su albero immenso


Sei il perso Godot io sono Estragone


Sei la mia morte felice


Sei Rosebud che il fuoco divora


Sei delle fragole il posto


Grida e sussurri in rosso deserto di notte


Sei la mia notte stellata


L’apoteosi degli unici sensi e vietati


Tre_manti_di dama scosciati


Tu sei Bonadea io sono Moosbrugger


Sei il campo di grano prima del tuono


La Polinesia dei miei fallimenti


La mia luce d’agosto


Il più crudele dei mesi


Il mio cancro ascendente in vergine troppo violata


La terra mia desolata


Sei l’altera ossessione del mio rimorso


Il santuario


Dove andranno le anatre


Quando il lago è ghiacciato


Tu sei guerra e pace


Sei piccole mani che tormentano il labbro del tuo sgomento


Sei l’altra faccia di mia luna piena


La mia montagna in-cantata


La mia protasi e la mia invocazione al silenzio


I miei ricordi del sottosuolo


Sei l’urlo


Del ragno la sua strategia


Sei la buona infermiera di “E Johnny prese il fucile”


Il blu soldato di un muto massacro


Sei il mio quieto racconto d’autunno


La figlia che sputa sul mio ritratto


Sei mater materna materia


La prima notte di quiete in deserto


Le mie vacanze romane


La mia fuga in Egitto


L’azzurro mio fiore indimenticato


La dea di mia vendetta


L’aristocratico oltraggio di falce di luna


Il dominio di mia passione


I miei tersi mari in tempesta


Sei il Patna di mia viltà


La rimembrante mia Silvia


Il mio cuore di tenebra


Sa sciroccata sublime


Nera chioma sul mare


A mirar la sua vela svelata


Sei il mio doppio enigmatico sogno


Il mio Stranamore che cade dal cielo


Il fiore del mio risaputo segreto


La magni-fica origine di un mondo perduto


Sei la sorella incestuosa


Di un narciso indeciso


Di dubbia qualità


Tu sei la valle dell’eden


La mia bella scoperta ferita


Il mio forte piano sospeso e di-letto


Il mio perduto orizzonte di gloria e fortuna


L’archetipo di miei tristi tropici


L’al di là del mio male


Il crepuscolo artefatto e sublime


Del dio degli spostati


Tu sei bella di giorno quando chiara è la notte


Sei i miei sette giorni perduti


Ricordati con rabbia


Sei l’assordante silenzio degli innocenti e dei rei


Il mio muro sbrecciato


Sei di Giocasta il lamento


Tu sei l’amante


Quando la moglie è in vacanza


Sei la voce che va via col vento


Tu sei l’angelo azzurro


Di mia metamorfosi in-colta


La luna che irride ai falò


La sera del dì di festa


Il promontorio di mia paura


L’illusione perduta da noia


Il mio caro diario d’aprile


Il mio novembre bellissimo


L’indomani della mia notte di san lorenzo


La mia casa in collina


La mia bianca scogliera


La mia Lolita invecchiata


La locomotiva anarchia


L’immenso e rosso tramonto


Sei Circe Calipso Nausicaa


Che nessuno potrà mai scordare


Sei l’ultima sigaretta


La mia casta diva traviata


Il mio lascia ch’io pianga


Tu sei lacrima nella pioggia


Perduta


Tra tutte le cose perdute.

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