venerdì 25 gennaio 2019

Shuttle (Maggio/Giugno 2003)






Acido Dio junghiano
Tira il sasso mimetizza la memoria
Diavolo probabilmente rivelato
Per-i-patetici viandanti su spianate
Ariel prosperoso a volteggiar nella tempesta
Sopra intifada il triste canto fado
(Tremula voce d’Amalia dà malia)
Sharon versus shalom 
E lei fuma tronfia del suo sesso

Preda si fa impietrita per vincere la sfida
Scosciata perché no?
(La pace è nudità senza riflesso
Innocua tepidezza esposta 
Ai dardi del dolore e dell’amore
Cessata l’irrisione il riso si rapprende
E glutei e seni e peni flosci 
Dispongono alla vita della morte)

Acido dio junghiano
L’eroico in-fuso sopra l’occidente
Di-missionario reduce in trionfo
Da Babilonia
Baal contra Jahvè 
Battaglia sul Carmelo
E Bibbia 
(Oh cantico dei cantici…)
E Torah
Ah mistero delle sette stelle
Che vedesti alla mia destra
E delle sette lampade dorate…
Apocalisse ora?
Si brucia il culo 
Mentre punteggiava insieme agli altri sei
Con un infimo minuto silenzioso
Il proprio destino di salvati
(dov’eravamo nell’ottantasei ?
Com’eravamo più stronzi e belli…)
L’inciso della storia frammentaria 
E fatale ricaduta 
Sparsi frammenti come kamikaze 
Su Palestina in Texas 
Si farà guerra preventiva al cielo?

Acido Dio junghiano
Scivola il sasso davidiano
Scivola  di rimbalzi su scintille
Fino a cadere 
A cedere
A posarsi
Incerto sculettante do-vizioso
Ancheggiando lieve a quell’affanno  
Sul fondo tenero di melma illividita
Pensieri ha decentrati
Feriti di parole mutile accentate
E poi s’inchioda a quel suo buio
Indice la passione stazionaria
Ritorce sui suoi passi la ragione
E irride ai torti.
Sbriciolata navetta sul telaio
Mi tocca un braccio la desolata cameriera
Ma è distratta forse persa
Scusi…
Scusi … mi fa
No scusi lei…
Prego mi fa un caffè?

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